sabato 1 maggio 2021

L’Emilia-Romagna in Bicicletta

 

 



È andando in bicicletta che impari meglio i contorni di un paese, perché devi sudare sulle colline e andare giù a ruota libera nelle discese. In questo modo te le ricordi come sono veramente, mentre in automobile ti restano impresse solo le colline più alte, e non hai un ricordo tanto accurato del paese che hai attraversato in macchina come ce l’hai passandoci in bicicletta.
(Ernest Hemingway
)

Premesso che Ferrara è chiamata la “città italiana delle biciclette” , avendo un tasso tra i più alti in Europa di cittadini che utilizzano questo mezzo, possiamo veramente dire che l’Emilia rappresenta il territorio ideale per il veloturismo, per cui sono previsti percorsi specifici quasi dovunque.

Vediamo le principali vie di importanza internazionale dedicate in Italia a questo mezzo:

  • Eurovelo 5 (cioè la Via Francigena): si tratta della via percorsa dai Pellegrini che dall’Inghilterra giungevano a Roma e successivamente a Gerusalemme. Il percorso emiliano partiva da Piacenza e costeggiava la Via Emilia fino a Fidenza, per poi raggiungere Fornovo Taro, attraversando il e quindi attraversando l’Appennino, da Berceto alla toscana Pontremoli.

  • Eurovelo 8 invece, partendo da Rijeka (Fiume) giunge fino al principato di Monaco, attraversando tutta l’Italia del Nord, da Trieste a Ventimiglia.

  • Eurovelo 7 attraversa verticalmente l’Europa, da Capo Nord a Malta; per quanto riguarda l’ltalia, partendo da Brunico si arriva fino a Villa San Giovanni e, attraversato lo Stretto, fino a Pozzallo.

  • Ciclovia Adriatica, che da Monfalcone (ed in Emilia-Romagna da Taglio di Po ) raggiunge Ravenna.

  • Parco del Delta del Po con i suoi magnifici percorsi che toccano anche città d’arte come Ferrara, Ravenna, Rimini, Cesena ed oasi naturali come le Saline di Cervia e le colline dell’entroterra del forlivese

  • ciclabile del Marecchia, In Emilia; qui. Il paesaggio si trasforma ma gli itinerari rimangono sempre molto numerosi. Si va dalle zone della Bassa Val Padana tra pioppi, rocche e palazzi sulle rive del grande Po, alle ripide salite in montagna nel Parco Regionale del Frignano, fino ai Colli bolognesi, tra calanchi, vigneti e castelli e il cibo.

Molto interessanti anche i 10 percorsi delle Ciclovie dei Parchi :

● Ciclovia del Taro (Parco fluviale regionale del Taro)

● Ciclovia Boschi di Carrega (Parco regionale dei Boschi di Carrega)

● Ciclovia del Parco dei Sassi (Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina)

● Ciclovia dei Gessi di Gaibola (Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa)

● Ciclovia della Memoria (Parco storico regionale di Monte Sole)

● Ciclovia di Monteveglio (Parco regionale Abbazia di Monteveglio)

● Ciclovia dei Gessi (Parco regionale Vena del Gesso romagnola)

● Ciclovia del Trebbia (Parco regionale fluviale del Trebbia)

● Ciclovia del Secchia (Riserva naturale orientata Cassa di espansione del fiume Secchia)

che attraversano le aree e le riserve naturali regionali, permettendo di godere di paesaggi stupendi in collina e in pianura e di fare qualche sosta per scoprire bellezze non solo naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e architettoniche dei luoghi che si toccano.

Ma se alle strade asfaltate si preferiscono gli sterrati, all’interno dei parchi dell’Emilia Romagna sono presenti e ben segnalati tracciati di vario tipo, come. il Cimone Bike Park, in provincia di Modena,  sull’Appennino riminese invece si trova il Valmarecchia Bike Park con oltre 15mila metri di discesa.


lunedì 12 aprile 2021

Dalle interviste a Laura Panizutti e Andrea Tracanzan (Banca Etica), Borghi d'Europa fa nascere EUROSOSTENIBILITA', blog d'informazione

 


 

Nel primo numero di Eurosostenibilità abbiamo pubblicato un’intervista con la Consulente Finanziaria di Conegliano Laura Panizutti, che ci ha letteralmente aperto nuove prospettive, parlandoci di una finanza non speculativa. 

“Esiste in effetti tutto un settore della finanza che mette le persone e l’ambiente al centro dell’attività dell’attività creditizia e d’investimento . Essa comporta un’accurata e attenta valutazione su come e dove allocare le risorse, in base a precise valutazioni etiche e morali, oltre naturalmente ad un’attenta valutazione del rischio.

Questa è la finanza etica e mutualistica, basata sul principio della solidarietà soprattutto in campo sociale ed economico. Tale impostazione si è diffusa prevalentemente nelle economie avanzate con lo scopo di includere, nel mondo finanziario stesso le categorie sociali più fragili, permettendo loro l’accesso al credito.

Quando poi la finanza etica persegue uno sviluppo sostenibile, ovvero un programma etico di investimenti che tenga conto del benessere delle future generazioni, tutelando anche l’ambiente naturale allora la finanza diventa veramente sostenibile”.



Affascinati da questo inaspettato argomento (e forse non solo da quello!) abbiamo voluto approfondirlo ed abbiamo scoperto l’esistenza addirittura di una Banca Etica.

Ci siamo precipitati dunque ad intervistarne il dott. Andrea Tracanzan, Responsabile del Dipartimento Proposte di Finanza Etica per capire esattamente in che cosa consisteva la mission specifica di tale Istituto.


Il dott. Tracanzan, giovane ma competentissimo Responsabile di Banca Etica



“Banca Etica è una banca popolare cooperativa che opera in Italia e in Spagna. È nata nel 1999 grazie all’impegno di tante persone e organizzazioni che si sono attivate per costituire un istituto di credito interamente ispirato ai principi della finanza etica: trasparenza, partecipazione, sobrietà, efficienza, attenzione alle conseguenze non economiche delle azioni economiche. La Sede centrale è a Padova e siamo presenti in tutta Italia grazie a 21 filiali, Lavoriamo anche in Spagna con 2 uffici: Bilbao, Barcellona, Madrid."

Partendo da queste due interviste sulla finanza etica, i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno fatto nascere il blog di informazione EUROSOSTENIBILITA', su piattaforma Blogger-Google.



venerdì 9 aprile 2021

Per una finanza rispettosa dei valori umani : l'incontro con Laura Panizutti

 

 



Spesso l’attività finanziaria viene bollata come desiderio di lucro egoistico.

Esiste però un settore della finanza che mette le persone e l’ambiente al centro dell’attività d’investimento e dell’attività creditizia e che quindi vale la pena di esplorare perché può essere una importante leva economica per una pronta ripresa, una volta che, auguriamoci presto, avremo sconfitto questo dannato virus che ci sta affliggendo, bloccando ogni attività economica.

Di questa specifica impostazione sostenibile dell’attività finanziaria ci aveva già parlato in occasione del primo numero di questa nostra pubblicazione Laura Panizutti, consulente finanziaria e patrimoniale di Conegliano (TV). Abbiamo perciò pensato di rivolgerci a lei per un approfondimento dell’argomento, particolarmente in relazione alla difficile condizione economica del Paese.



“Esiste in effetti tutto un settore della finanza che mette le persone e l’ambiente al centro dell’attività dell’attività creditizia e d’investimento – ci ha risposto - Essa comporta un’accurata e attenta valutazione su come e dove allocare le risorse, in base a precise valutazioni etiche e morali, oltre naturalmente ad un’attenta valutazione del rischio.

Questa è la finanza etica e mutualistica, basata sul principio della solidarietà soprattutto in campo sociale ed economico. Tale impostazione si è diffusa prevalentemente nelle economie avanzate con lo scopo di includere, nel mondo finanziario stesso le categorie sociali più fragili, permettendo loro l’accesso al credito.

Quando poi la finanza etica persegue uno sviluppo sostenibile, ovvero un programma etico di investimenti che tenga conto del benessere delle future generazioni, tutelando anche l’ambiente naturale allora la finanza diventa veramente sostenibile”.

- E come si può sviluppare questa attività nello specifico contesto economico attuale?

Il momento storico che tutti noi stiamo vivendo, rappresenta un cambiamento epocale, nel quale la nostra vita è davvero cambiata da un momento all’altro; queste condizioni, sviluppatesi a seguito della pandemia, hanno impattato prima di tutto sulla salute delle persone ed inevitabilmente sul lavoro mettendo in ginocchio in particolare il comparto turistico, della ristorazione, dello spettacolo e della cultura, che sono alla base dell’identità del nostro Paese. Tutta la filiera turistica, dalla capacità di una località di accogliere e ospitare i turisti alla ristorazione, dai tour Operator alle agenzie di viaggio, ai servizi spiaggia ecc.; tutto il settore è fermo e sull’orlo di una crisi irreversibile.

Ma pensiamo un momento: quanto può valere l’emozione che scatena dentro di noi l’ascolto di un concerto dal vivo? Oppure l’attesa di un nuovo film da vedere all’interno di una sala cinematografica? O l'emozione di vedere da vicino un’opera d’arte all’interno di un museo?  Sono cose veramente importanti e solo ora che ne abbiamo consapevolezza. Vorrei inoltre ricordare lo stato d’animo di tutti gli operatori e le operatrici che rischiano di perdere la propria attività professionale, il proprio patrimonio di competenze. Se ci renderemo conto del valore di tutto ciò, che rischiamo di perdere, capiremo quanta importanza e quanto contributo prezioso rappresenti per la nostra nazione Nazione questo capitale umano e comprenderemo che non potremo assolutamente rischiare di perderlo rimanendo indifferenti a quanto sta succedendo”.

  • E come si potrà concretamente intervenire per prevenire questa perdita irreparabile?

”Il ruolo che hanno Banche, Società di gestione del risparmio, Assicurazioni e tutta la finanza, è determinante per incidere in maniera importante sulla ripresa  degli apparati più fragili e nello stesso tempo “motori dell’economia”, così da indurre tutte le aziende finanziarie a rivedere il proprio core business in un’ ottica sostenibile. 

Credo che in un contesto delicato come questo, i protagonisti in ambito finanziario debbano essere  sostanzialmente 2: da una parte la finanza etica, senza dimenticare  i componenti base della finanza stessa (quello che definiamo intermediazione bancaria: raccolta di denaro e di conseguenza il credito) , ma dando vita ad un approccio diverso, con nuovi valori di riferimento: la persona anziché il capitale, l’idea e non il patrimonio, la giusta remunerazione dell’investimento e non la speculazione.

In questo modo gli investimenti verranno attentamente selezionati oltre che sulla base dei rendimenti realizzati anche in considerazione dell’impatto sociale ed ambientale che i Progetti di investimento hanno, mettendo al centro della propria operatività la responsabilità sociale ed ecologica degli investimenti stessi, incoraggiando anche l’innovazione digitale.

Se queste risorse, poi, contribuiranno alla realizzazione di nuovi progetti, aiutando concretamente tutti i settori più’ fragili, allora potremo dire che finanza etica e quindi sostenibile, può diventare attori chiave per rilanciare la crescita economica 

Il secondo protagonista, ma non meno importante, è la Famiglia. Bisogna potenziare l’educazione finanziaria, partendo dalla scuola. L’educazione finanziaria è fondamentale proprio in un momento di crisi quando le persone potrebbero cedere inconsapevolmente a scelte irrazionali, compromettendo così le scelte finanziarie fatte per il raggiungimento dei propri obiettivi pianificati nel corso del proprio ciclo di vita.

Il risparmio è una componente fondamentale nella vita di ciascuna famiglia, contribuisce alla crescita di uno Stato e alla sua crescita economica. Molto spesso però questo risparmio è stato “tradito”, non dimentichiamo tutti i casi eclatanti che dimostrano, la natura sbagliata di certe scelte finanziarie puramente speculative.

La tutela per il risparmiatore richiede delle regole severe, nonché sanzioni certe, per banche e per tutti gli intermediari, ma ciò non può esonerare il risparmiatore da un adeguato livello di autoresponsabilità.

La direttiva dell’Unione Europea MIFID (Markets in Financial Instruments Directive) è volta proprio a questo: a disciplinare i servizi di investimento ma anche a consapevolizzare e informare adeguatamente l’investitore. Oggi, più’ di ieri, per lo stesso risparmiatore (e quindi per le famiglie) avere la possibilità e consapevolezza di finanziare iniziative sociali, progetti di crescita e di ripresa economica attraverso un’attenta selezione dell’investimento (con particolare riguardo al suo aspetto etico), lo rende responsabile moralmente e richiede una sua particolare attenzione al risvolto sociale che possono avere le sue azioni”.


Ringraziamo la Sig.ra Panizutti ed usciamo dal suo ufficio, fiduciosi che un nuovo afflato morale nelle attività economiche e finanziarie ci possa veramente salvare da questo disastro economico che ci minaccia.


Gianluigi Pagano





martedì 2 marzo 2021

La Pizzeria con cucina Vesuvio di Venegazzù nella rete di Borghi d'Europa

 

 



La Pizzeria con cucina Vesuvio di Venegazzù (Tv) è stata inserita dai giornalisti e dai comunicatori di Borghi d'Europa nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico jonica).

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno scelto il locale per ospitare le iniziative d'informazione dei Percorsi Internazionali della Mobilità Dolce, che dal 1° marzo al 30 giugno porteranno a Montebelluna e nel Montello, rappresentanti di borghi italiani ed europei, per 'raccontare' le storie

di territori poco conosciuti.

Incontri di informazione ; interventi di giornalisti e uomini di cultura e di sport ; degustazioni

con le eccellenze locali e dei territori invitati ; una non stop di interviste,interventi multimediali,

per una rassegna stampa che prevede oltre 500 servizi informativi e almeno 30 trasmissioni

televisive. 

La Pizzeria Vesuvio parteciperà alle giornate che racconteranno Procida,Capitale

Italiana della Cultura 2022 e che toccheranno la grande tradizione cucinaria della Campania.


Silvia e Giuseppe, Francesca e Valerio


venerdì 26 febbraio 2021

Milena,la Chef del gelato, a La Perla di Pederiva di Montebelluna


 







Sono gli occhi di Milena a raccontare la passione e la dedizione verso l'arte del gelato.

Mai per un cronista vagabondo è stato più facile affidarsi a 'quel' racconto, per scoprire

l'avventura umana e professionale che si snoda da ben trent'anni.


Milena apprende l'arte in famiglia. Matura esperienze che si riveleranno insostituibili.

Fino a giungere a La Perla, Gelateria Caffetteria e Pasticcreia, in quel di Pederiva di

Montebelluna.


“ Pederiva è una località piccola, un microcosmo in cui si esprimono molte attività di valore”.


Già. E' vero.


In questi anni si è parlato molto di gelato artigianale.

Nei nostri percorsi (non pigri), abbiamo incontrato artigiani che usano i prodotti industriali,

artigiani che propongono.... beh lasciamo perdere.

Nel nostro Paese non esiste una definizione condivisa su cosa si deve intendere per gelato artigianale. 

Basta pensare alla pubblicità sui giornali  di società che offrono l’opportunità di aprire una gelateria 

artigianale con un investimento ridicolo.

“ A casa mia soltanto frutta fresca o espressione diretta dei territori

interessati. Non giunge nulla all'amico consumatore che non mi convinca. “

Milena, chef del gelato, è sempre stata accompagnata nella sua storia professionale dall'affetto

e dalla simpatia della gente.

“ Soprattutto in questo periodo di pandemia, ho sentito il calore e la vicinanza dei clienti.”



I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito la Gelateria La Perla nella speciale

Via del Gusto del Montello, che verrà presentata nel corso del progetto L'Europa delle scienze e della 

cultura, dal 20 al 30 giugno 2021, nel corso di incontri dedicati ad informare chi informa.

Sono gli occhi di Milena a raccontare la passione e la dedizione verso l'arte del gelato.

Mai per un cronista vagabondo è stato più facile affidarsi a 'quel' racconto, per scoprire

l'avventura umana e professionale che si snoda da ben trent'anni.


Milena apprende l'arte in famiglia. Matura esperienze che si riveleranno insostituibili.

Fino a giungere a La Perla, Gelateria Caffetteria e Pasticcreia, in quel di Pederiva di

Montebelluna.


“ Pederiva è una località piccola, un microcosmo in cui si esprimono molte attività di valore”.


Già. E' vero.


In questi anni si è parlato molto di gelato artigianale.

Nei nostri percorsi (non pigri), abbiamo incontrato artigiani che usano i prodotti industriali,

artigiani che propongono.... beh lasciamo perdere.

Nel nostro Paese non esiste una definizione condivisa su cosa si deve intendere per gelato artigianale. 

Basta pensare alla pubblicità sui giornali  di società che offrono l’opportunità di aprire una gelateria 

artigianale con un investimento ridicolo.

“ A casa mia soltanto frutta fresca o espressione diretta dei territori

interessati. Non giunge nulla all'amico consumatore che non mi convinca. “

Milena, chef del gelato, è sempre stata accompagnata nella sua storia professionale dall'affetto

e dalla simpatia della gente.

“ Soprattutto in questo periodo di pandemia, ho sentito il calore e la vicinanza dei clienti.”



I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno inserito la Gelateria La Perla nella speciale

Via del Gusto del Montello, che verrà presentata nel corso del progetto L'Europa delle scienze e

della cultura, dal 20 al 30 giugno 2021, nel corso di incontri dedicati ad informare chi informa.

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lunedì 11 gennaio 2021

Riprende il viaggio del Percorso Aquositas : la trota del Piave secondo l'Itticoltura Alessio Tonini di Saletto

 



 Il tema dei pesci d'acqua dolce è stato affrontato dalla rete Borghi d'Europa nel Percorso

Internazionale Aquositas,Le Vie d'Acqua.

Nel 2020, grazie alla collaborazione informativa con l'Itticoltura Alessio Tonini di Saletto di

Breda di Piave, sono state realizzate delle conferenze stampa a convivio con giornalisti e comunicatori,con menù creativi a base di trota.

Le esperienze hanno toccato l'Hostaria Manareta a Candelù (Maserada sul Piave), il ristorante

Colombo (San Bartolomeo di Piave) e il Circolo Culturale l'Ombretta di Salgareda.

Una campagna di informazione online ha accompagnato il progetto, che ha potuto contare anche 

sulla realizzazione di un materiale didattico sulla storia della trota.


Il 2021 prevede la continuazione della partnership informativa con l'Itticoltura Alessio Tonini,

per una proposta che, al volgere delle stagioni, valorizzerà le carni di trota 'secondo' lo stile

gastronomico di alcuni chef. Quattro appuntamenti di interesse nazionale, oltre alla riproposizione

del materiale didattico sulla storia della trota.





lunedì 4 gennaio 2021

La sostenibilità nei sistemi di cottura del pane e della pizza : Cuppone 1963 in Europa

 

 



Per uno chef il forno è come per un violinista il suo violino: lo strumento che gli permette di esprimere al meglio la propria creatività. Perciò per tutti ad un certo momento si impone la scelta delle caratteristiche che questo strumento deve avere.


Così nel 2020 Borghi d'Europa, nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura

(Patrocinio IAI), ha realizzato l'incontro con Cuppone 1963.


Nell’ambito dei temi della sostenibilità e della scientificità della filiera agroalimentare che Borghi d'Europa ha sviluppato in questo contesto durante gli incontri di Trieste, Cuppone 1963 è stato il relatore ufficiale per quanto riguarda i sistemi di cottura del pane e della pizza: ricerca innovazione e tecnologie. “50 anni, sono un traguardo importante per Cuppone- commenta Federico Cuppone, Ceo dell'Azienda -, che dopo mezzo secolo di invenzioni continua a percorrere la strada della ricerca e dell’innovazione per proporre al mercato internazionale prodotti e soluzioni sempre all’avanguardia e consolidare il marchio CUPPONE nel mondo, come sinonimo d’eccellenza. Per esempio siamo i primi a progettare e utilizzare un sistema di controllo elettronico della temperatura e della potenza delle resistenze del forno per mezzo di un microprocessore. Questo sistema, che garantisce uniformità di cottura e risparmio energetico, è stato costantemente perfezionato ed è oggi utilizzato nelle serie più prestigiose di forni “.


Nel 2021 il progetto Eurosostenibilità ospiterà nuovamente l'azienda trevigiana. “ Si tratta di un focus di approfondimento sulle caratteristiche dei forni Cuppone e sulle loro Qualità di cottura. Il coordinamento del progetto informativo è stata affidato al giornalista bolognese Gianluigi Pagano, direttore della rivista scientifica ND (Natura Docet).

“ Una iniziativa inedita – commenta Federico Cuppone, CEO dell'Azienda-,che vuol sottrarrre il dibattito sulla sostenibilità all'astrattezza delle enunciazioni e consegnarlo alla realtà dei vissuti tecnologici ed esperienziali.Non vorremmo che la parola sostenibilità facesse la fine della parola qualità....”


Parole sacrosante.


“ L'appuntamento è a fine gennaio per il primo incontro d'informazione.”