Alberto e Paola sono i numi tutelari di Zanzinar, a Castel San Giovanni.
“ Un luogo dei desideri, ove celebrare l’incontro, l’amicizia, godendo dei piatti, dei drink e
delle iniziative, come gli Aperiwines. “
Creatività (tanta!), un saldo legame con la tradizione della cucina piacentina, che porta Zanzibara proporre i classici della gastronomia dei Colli.
Fra questi ha riscosso un successo pieno il Bataro : si tratta di una sorta di focaccina o panino schiacciato, la cui etimologia viene ricondotta al verbo batt, cioè battere in dialetto piacentino, quindi pane battuto. È realizzato con farina, acqua, sale, lievito e, in alcune varietà, latte e farina di mais. Talvolta venivano aggiunti zucchero e miele. Il composto viene lavorato e poi steso fino a creare una sottile forma ovale da mettere in forno per una cottura veloce. Tradizionalmente si utilizzava la stufa per far cuocere l'impasto o anche il forno a legna, dove i batarö erano cotti sfruttando il calore residuo quando il pane era pronto e veniva levato, e oggi si utilizzano i forni elettrici capaci di alte temperature.Il batarö viene farcito con i prodotti locali: pancetta piacentina, coppa piacentina e formaggi della zona, tuttavia esistono numerose varianti con diversi salumi, formaggi e ingredienti di stagione. Le varianti dolci con farcitura di marmellata o crema alle nocciole sono un fenomeno moderno.”
Alberto e Paola hanno proposto il Bataro della Valtidone : Pancetta Nostrana Dop e zola (gorgonzola) ; Coppa Piacentina DOP e Robiola ; Cotto San Giovanni e Fontina ; il Bataro vegetariano.
Francesco Aradelli ha abbinato il Gutturnio Frizzante con la Pancetta e zola ; la Malvasia 2023 con la Coppa e un ottimo Cabernet Sauvignon con il Cotto San Giovanni e Fontina.
"....Eccoci quindi ai giorni nostri con la quinta generazione. Francesco Aradelli, affascinato fin da piccolo dal lavoro del papà Luciano in cantina, dopo gli studi di agraria a Piacenza viene inserito in Azienda per portare una ventata di innovazione nei processi di vinificazione, attualizzare i metodi di lavorazione, di vendita e il delicato compito di fondere la tradizione con la modernità."
“Il segreto per fare un buon prosciutto cotto? Che sia ben cotto! Solo così si sviluppano gli aromi naturali della carne.” Angelo Capitelli.
Nel 1994, Capitelli creò un nuovo prodotto, oggi unanimemente riconosciuto come precursore della linea produttiva dei cosiddetti “cotti fuori stampo”.
Perché la ricetta del prosciutto San Giovanni risale a più di 100 anni fa. La carne viene preparata con cura conservando la sua forma naturale. Viene poi insaporita con un infuso di erbe e spezie attraverso un procedimento lento e delicato. Infine viene cotto fuori stampo per un giorno intero.
Francesco Aradelli ha poi presentato la sua ultima creazione, KryoSymphonia, spumante di Malvasia,
con residuo zuccherino importante, per davvero l’espressione più estrema dell’aromaticità della
Malvasia di Candia.
“ Abbiamo sempre sostenuto – commenta Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d’Europa -, che la cultura dell’accoglienza deve combinarsi, anche un po’ magicamente, con l’eccellenza delle proposte enogastromomiche. Qui allo Zanzibar si respira una atmosfera ‘altra’, che ci restituisce la voglia di sta insieme, di fare comunità. Il Viaggio del gusto che stiamo raccontando ne è la prova più autemtica.”

