venerdì 18 settembre 2026

Borghi della Storia – Il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero nelle Terre Piacentine


Il viaggio del buon e bello vivere che la rete di informazione Borghi d’Europa compie in occasione del turno di Presidenza italiano alla IAI (Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), previlegia le Terre Piacentine, grazie ad una collaborazione informativa con la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina.

Storia, cultura, enogastronomia, ambiente verranno conosciute, valorizzate e raccontate da giornalisti e comunicatori fino a maggio del 2027, per un progetto finalizzato, semplicemente, ad ‘informare chi informa’.

Tutti i luoghi del Piacentino verranno collegati con altri borghi europei e verranno ‘narrati’ nei giornali delle altre terre coinvolte nel cammino delle identità.

“ Non poteva mancare l’incontro con il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero.

Il Castello di San Pietro, che ricalca perfettamente il tipico schema piacentino dei fortilizi di pianura, offre al visitatore una preziosa e fedele testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca; oggi di proprietà della Famiglia Spaggiari, pur facendo parte fino al 1500 dello Stato Pallavicino, fu dei Malaspina nel dodicesimo secolo e, a partire dal 1405, dei Landi.

Nel 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza, investì del feudo di San Pietro l’augusta famiglia piacentina dei Barattieri. Al giureconsulto Bartolomeo Barattieri, amante del luogo, si deve la riedificazione dell’edificio tra il 1460 e il 1491, come documenta l’epigrafe su pietra muraria presente ancora oggi nel cortile dei Cavalieri. Nel 1678, per i servizi prestati allo Stato Farnesiano, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal Duca Ranuccio II il titolo nobiliare di Conte.

Il castello, attorniato da un vasto parco alberato, è disposto su un impianto quadrangolare da cui emergono il mastio e due torrioni rotondi, collocati a difesa del lato nord.

L’austerità dell’esterno è in netta contrapposizione con l’ariosità e la raffinatezza del cortile interno porticato su tre lati, di gusto rinascimentale, che trasforma il castello in un palazzo residenziale; ad ogni arco del porticato a pian terreno corrispondono due archi minori al primo piano; cornici in cotto decorano gli archi, il marcapiano e il sottotetto; il pianterreno ha il soffitto in muratura, mentre quello del loggiato presenta travi lignee; nella stanza del corpo di guardia una doppia porta in diagonale si apre sulla prigione, in cui sono ancora visibili i ceppi a cui venivano legati i prigionieri.

Nei sotterranei del castello originariamente erano collocate le cucine, le lavanderie e le cantine; è ancora presente la ghiacciaia che veniva riempita di neve dalla botola sul soffitto, mentre la pavimentazione a lisca di pesce permetteva di convogliare l’acqua della neve sciolta verso il centro, dove veniva assorbita da un pozzo a perdere.

Al primo piano, secondo il gusto rinascimentale, tutte le sale sono decorate da pitture e camini e si aprono sul grande loggiato; la parte più antica ed emblematica del piano nobile, il mastio, ospita da sempre la camera da letto del Conte.

Il Castello di San Pietro in Cerro ha la particolarità di avere due saloni d’onore, una caratteristica anomala dovuta a liti di primogenitura tra gli eredi maschi della famiglia Barattieri, che suddivisero il castello in due parti abitate dai discendenti dei due rami dell’antica famiglia.

L’attuale proprietario, Franco Spaggiari, mecenate e appassionato d’arte, dopo l’acquisto dell’immobile ha intrapreso un importante intervento di restauro volto a restituire al complesso l’aspetto originario; l’azione conservativa, protrattasi per oltre quindici anni, ha portato il Castello di San Pietro a vincere il Premio “Piero Gazzola” per il miglior Restauro del Patrimonio Monumentale Piacentino nel 2016.”

La Locanda del Re Guerriero è un edificio storico di fondazione medievale, già documentato sulle carte topografiche a partire dal 1720; era l’antico ricovero delle carrozze e l’abituro di cocchieri che prestavano servizio presso la corte del Castello di San Pietro.

Oggi, dopo un attento restauro, la Locanda del Re Guerriero offre la possibilità di trascorrere un soggiorno rilassante, durante il quale ascoltare il dolce suono del silenzio, avvolti da un’atmosfera di bellezza. I dintorni offrono un territorio autentico ed affascinante da scoprire attraverso escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, per riappropriarsi di suggestioni che la frenetica vita di tutti i giorni ci ha ormai fatto dimenticare.

domenica 2 agosto 2026

La Via dei Norcini a Piacenza – Il salame stagionato di Salumi Grossetti e il Gutturnio Superiore Antares dei Fratelli Piacentini : un matrimonio perfetto !


L’inserimento dei Colli Piacentini nelle iniziative di informazione che accompagnano il turno di Presidenza italiana alla IAI ( Iniziativa Adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), è stato fortemente sostenuto dai giornalisti ‘veronelliani’ di Borghi d’Europa.


Dal 28 luglio, giorno nel quale sono stati presentati gli obiettivi della Presidenza italiana alla IAI presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, è partito il viaggio del gusto di Borghi d’Europa, alla scoperta degli inediti del buon e bello vivere dei Territori inseriti nella rete internazionale.


Fino a maggio 2027 giornalisti e comunicatori visiteranno i borghi e i territori scelti, secondo la logica veronelliana delle visite in incognito.

Un progetto, dunque, finalizzato ad informare chi informa, secondo una logica culturale ‘altra’ :  l’informazione condivisa.

I servizi, le annotazioni dei giornalisti non verranno pubblicati prima della discussione e

dell’approvazione da parte dei soggetti intervistati e/o raccontati.


Anche la destinazione dei testi costituirà una base di incontro : quali mezzi previlegiare, sulla base di una attenta analisi comunicazionale.

Insomma un viaggio ricco di spunti e di nuove conoscenze.


Uno dei Percorsi Internazionale è dedicato alla Via dei Norcini.

L’appuntamento nei Colli Piacentini ha abbinato come prima ‘sosta gustosa’ il salame stagionato di Salumi Grossetti e i vini della Cantina Fratelli Piacentini.



Il salame da tenere in casa per accogliere gli amici, fetta dopo fetta- commenta Enrico Grossetti - , è il salame adatto a tutte le occasioni. Da gustare sia tenero che molto stagionato in base ai propri gusti, richiama la compagnia di un buon bicchiere di vino. Consigliamo di tagliarlo al coltello in fette non troppo sottili.”


Sara ed Emanuel (Fratelli Piacentini), suggeriscono con il salame stagionato un vino importante, come il Gutturnio Superiore Antares.


È il primo nostro vino rosso fermo, e ha inaugurato la linea di prodotti con nomi ispirati alla volta celeste. Anche qui abbiamo la dimostrazione del fatto che i vini di Piacenza non necessariamente devono essere vini beverini da consumarsi entro breve tempo, anzi! E hanno tutte le carte in regola per competere con i vini di altre zone più blasonate. D’altro canto il ”matrimonio” è fondato su basi solide: barbera e bonarda. Struttura, longevità, eleganza, i figli che ne sono nati. “