La buona pratica della coltivazione biologica è essenziale per la
salvaguardia dell’ambiente. L’attività virtuosa degli agricoltori
biologici è basata sul rispetto della natura e dei suoi cicli naturali.
Questa cultura tutela il suolo, l’acqua, la biodiversità ed il paesaggio
con una corretta gestione della fertilità del suolo.
E’ quanto abbiamo appreso ai “Giovedì del Gusto” organizzati da Regione Marche sul Biologico.
Gli agricoltori biologici curano il suolo bilanciando la portata della
loro azione tra ciò che apportano e quello che asportano, migliorando la
sua fertilità sotto tutti gli aspetti.
Un principio generale indispensabile per l’agricoltura biologica è la
difesa della biodiversità, con l’obiettivo di conservarla ed
incrementarla poiché è la garanzia della sostenibilità ambientale di un
processo produttivo. Particolare attenzione è data quindi anche alla
conservazione delle specie animali e vegetali in via di estinzione.
Il biologico è quindi un invito quotidiano alla buona cucina ed al
benessere. La pasta biologica è ottenuta con grani duri, un’essicazione
lenta e a basse temperature per conservare tutte le proprietà nutritive
del grano.
giovedì 29 ottobre 2015
mercoledì 21 ottobre 2015
Miele e formaggi marchigiani: protagonisti d’eccellenza Segreti e pregi di un abbinamento sano e genuino
Uno
dei prodotti più diffusi e radicati nella Regione Marche è senza
dubbio il miele. Le Marche sono sempre state all’avanguardia
nell’apicoltura tanto che già alla fine dell’ottocento, il prof.
Alessandro Chiappetti realizzava l’arnia “di tipo marchigiano”
che consentiva, con misure standard di nido e melario, di eseguire
interventi di manutenzione e di allevamento con maggiore facilità
rispetto al passato.
La
Regione ha quindi valorizzato questa produzione con attività di
ricerca che si sono focalizzate principalmente sullo studio dei mieli
marchigiani ed hanno portato negli anni ad importanti risultati ai
fini della caratterizzazione, valorizzazione e promozione delle
produzioni locali, soprattutto con l’analisi sensoriale quale mezzo
fondamentale per la valutazione del prodotto.
Le
iniziative svolte sono tese a fornire sia un supporto tecnico
scientifico per gli apicoltori e per coloro che operano nel settore
alimentare, sia come utile strumento promozionale di collegamento tra
il mondo produttivo ed i consumatori.
Non
da ultima, l’interessante presentazione del settore apistico
marchigiano, realizzata presso lo showroom Elica di Milano, nel
contesto degli appuntamenti dei Giovedì
del Gusto.
Una
carrellata sulle varie tipologie di mieli, sulle loro caratteristiche
organolettiche, sulle peculiarità del gusto, dell’aroma, del
colore identificativo di zone di produzione e combinazioni di piante,
ha portato il pubblico presente alla scoperta di tipologie di miele
poco conosciute: miele di coriandolo, miele di girasole, miele di
erba medica, miele di sulla, miele di erba strega, miele di melata…..
Ognuna
con caratteristiche diverse e varie possibilità di abbinamento in
cucina per scoprire sapori ancora sconosciuti.
lunedì 19 ottobre 2015
FRUTTA: TUTTI I COLORI DELLE MARCHE Le novità di un settore tra Biologico, Biodiversità e Lotta integrata
Presso
lo Spazio Elica a Milano, un appuntamento dei “Giovedì del
Gusto”, firmati da Regione Marche, è stato dedicato alla
frutta marchigiana, ponendo l’accento sulle novità tra Biologico,
Biodiversità e Lotta integrata.
Infatti,
grazie alle favorevoli condizioni climatiche del sud delle Marche,
nel centro dell’Italia, le coltivazioni delle filiere fruttifere
hanno ottimi standard, sia dal punto di vista qualitativo che
quantitativo; tali caratteristiche permettono di garantire al
consumatore finale un prodotto di qualità superiore con maggiori
proprietà organolettiche ed officinali. La frutta prodotta è sicura
e sana, a residuo zero, senza diserbanti, senza concimi chimici,
senza alcun tipo di antiparassitari di origine chimica.
Grazie
a questa particolare attenzione, anche la frutta da tre anni a questa
parte è dunque certificata QM, una novità recente, ma molto
significativa. Le due filiere più importanti sono la pesca della
Valdaso, come pure la pesca di Montelabbate, ma altre piccole
produzioni sono presenti nella zona del Conero, con ottime
prospettive. Ora la certificazione Qm si estende al prodotto pronto
al consumo, “prêt
a manger”,
garantendo il consumatore che può rintracciare il luogo di
produzione, risalendo proprio all’azienda, che può anche decidere
di visitare, rendendosi conto di persona di cosa mangia,
coerentemente con il detto “dal campo alla tavola”.
mercoledì 14 ottobre 2015
DALLA TRADIZIONE IL FUTURO. Alla scoperta della Biodiversità agraria con gli Agricoltori Custodi
Nell’ambito degli incontri “I Giovedì del Gusto” realizzati da
Regione Marche in occasione di Expo, è stata presentata la figura
dell’Agricoltore Custode, riconosciuta dalla Regione Marche nel 2003
nell’ambito della “tutela delle risorse genetiche animali e vegetali del
territorio marchigiano”.
Gli Agricoltori Custodi rappresentano una rete di produttori che si impegna a coltivare i materiali erbacei seguendo il disciplinare di produzione. Oggi, in occasione di Expo e anche grazie al Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche, è possibile conoscere meglio questa figura e, soprattutto, è possibile capire cosa una terra naturalmente ricca e ben coltivata possa offrire in termini di produzione agricola.
Ecco quindi che durante l’incontro abbiamo potuto degustare il Carciofo jesino, abilmente conservato sott’olio, la crema di cappero rupestre spalmata su ottimi crostini di pane casereccio, la polenta realizzata con l’antico mais ottofile, la marmellata di lamponi con anice verde, le superbe fave di Fratterosa condite con olio monovarietale ed i crostini con crema di carciofo di Montelupone.
Tutte specialità sapientemente presentate dagli Agricoltori Custodi, che proteggono piccole produzioni da sostenere, territori da valorizzare, lavorazioni da riscoprire e tramandare, mestieri del cibo da recuperare e da trasferire alle giovani generazioni.
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Gli Agricoltori Custodi rappresentano una rete di produttori che si impegna a coltivare i materiali erbacei seguendo il disciplinare di produzione. Oggi, in occasione di Expo e anche grazie al Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche, è possibile conoscere meglio questa figura e, soprattutto, è possibile capire cosa una terra naturalmente ricca e ben coltivata possa offrire in termini di produzione agricola.
Ecco quindi che durante l’incontro abbiamo potuto degustare il Carciofo jesino, abilmente conservato sott’olio, la crema di cappero rupestre spalmata su ottimi crostini di pane casereccio, la polenta realizzata con l’antico mais ottofile, la marmellata di lamponi con anice verde, le superbe fave di Fratterosa condite con olio monovarietale ed i crostini con crema di carciofo di Montelupone.
Tutte specialità sapientemente presentate dagli Agricoltori Custodi, che proteggono piccole produzioni da sostenere, territori da valorizzare, lavorazioni da riscoprire e tramandare, mestieri del cibo da recuperare e da trasferire alle giovani generazioni.
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